News: 2020

Per Francesco Mattesini

Ricordo di Francesco Mattesini [Maria Teresa Girardi]

Ricordo di Francesco Mattesini

Il giorno 13 aprile, lunedì dell’Angelo, si è spento all’età di novantadue anni, nel convento di Merate (LC), dove da tempo si era ritirato, padre Francesco Mattesini o.f.m.

Professore emerito di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università Cattolica di Milano, dove si era laureato sotto la guida di Giuseppe Billanovich, era stato Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dal 1983 al 1989 e fondatore, nei primi anni Settanta, del Centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”, oggi diretto da Giuseppe Langella, luogo fecondo di studi e di incontri nel segno di una, allora poco frequentata, multidisciplinarità e di un’apertura al dialogo culturale e metodologico. Càrdini, questi, del suo stesso impegno di studioso, orientato da una concezione della letteratura manzonianamente intesa come ramo delle scienze morali e guidato dall’intento di coniugare erudizione e interpretazione, e di tenere uniti gli antichi e i moderni; impegno condotto in modo privilegiato su due versanti, la cultura francescana dei primi secoli e il presente della vita letteraria, con indagini su Carducci, in particolare, ma anche su Manzoni, Pascoli, Ungaretti, Pirandello, Gadda, sulla generazione ermetica, sul rapporto tra gli scrittori e la Bibbia, sulla cultura accademica e la critica militante.

Francesco Mattesini è stato socio, partecipe e attivo, dell’ADI fin dalla sua fondazione, presente a tutti i Congressi settembrini dell’Associazione insieme al nutrito gruppo dei suoi allievi diretti e indiretti, tra i quali il caro e indimenticato Eraldo Bellini. La fede nel dialogo aperto e costruttivo al di là di steccati e differenze, la disposizione sempre cordiale e sincera all’incontro e all’amicizia, la cura dei rapporti interpersonali come occasione di confronto e di crescita intellettuale e umana sono, per quanti lo hanno conosciuto, tratto memorabile della sua figura e del suo contributo alla comunità delle lettere e alla nostra Associazione. 

Maria Teresa Girardi